Articoli

Linux Day 2005

Articoli | Eventi


 

sabato 26 Novembre 2005

presso

Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione

Via Comelico, 39

apertura al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Ingresso libero! (gratuito e aperto a chiunque)

Le conferenze previste:

  • ore 10:30 - Benvenuto
  • ore 10:35 - FSFE e la Fellowship
  • ore 11.30 - L’interoperabilità è un diritto, l’hacking è uno strumento
  • ore 12:30 - Pausa Pranzo
  • ore 14:00 - Critical Music
  • ore 15:00 - CDDL e la strategia SUN Microsystems per l'OSS
  • ore 15:30 - JAVA Open Business
  • ore 16:00 - Introduzione al Software Libero
  • ore 17:00 - Introduzione a Mono
  • ore 18:00 - Arrivederci

Inoltre sarà presente un'area Demo (sw libero all'opera), un'area Community (contatti con i LUG e gli enti) e una Sponsor.


Il comitato organizzatore del LinuxDay a Milano è attualmente costituito da:

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale della manifestazione milanese http://www.linuxdaymilano.it.
O contatta [email protected].

Cosí funziona il software libero

Articoli

Alan Cox: This is How Free Software Works

Autore: Alan Cox

Data: 04/05/2001

Traduzione a cura di: Yvette (vodka) Agostini

Articolo orignario: usermagnet

In "Il modello di software commerciale" Craig Mudie mostra alcuni interessanti esempi del modello di software commerciale proprietario. Nel far questo ha peró misteriosamente dimenticato alcuni fatti sconvenienti ma piuttosto importanti.
Ci sono molte cose sulle quali sono d'accordo con lui. Ad esempio, le aziende hanno bisogno di focalizzarsi su modelli sostenibili di business. Senza alcun dubbio Microsoft vuole intendere che il Software Libero non è un modello sostenibile di business.

Io vorrei che la gente prendesse quantomeno in considerazione il fatto che il modello non sostenibile è quello del software proprietario. Craig fa cenno all'importanza dei "Diritti di Proprietá Intellettuale". Sostenendo che questi sono la chiave del successo commerciale analizza un gran numero di esempi.
Prima di tutto che la maggior parte dei grandi salti dell'epoca informatica sono avvenuti nonostante e non grazie ai diritti di proprietá intellettuale.
In effetti prima di internet i protocolli di rete proprietari dividevano i clienti, li legavano strettamente ai fornitori e li forzavano a scambiare la gran parte dei dati via nastro.
Il potere della rete non è stato reso libero dall'esistenza della proprietá intellettuale, ma dall'innovazione libera e aperta, condivisa da tutti. Internet non è il prodotto di una grande azienda. Queste importanti tecnologie sono state create da un'innovazione cooperativa. Il progresso nasce dalla tecnologia libera e aperta. La tecnologia proprietaria puó creare innovazioni ma a un costo molto elevato. I clienti non sono in grado di mettere insieme le innovazioni introdotte dalle aziende produttrici in concorrenza tra loro. Essi pagano anche un prezzo elevato in termini di mancanza di facilitá d'uso. Provate a usare il correttore ortografico di Wordperfect con Microsoft Word.

Craig parla anche di standard. Microsoft parla molto di standard. Le persone che hanno provato a lavorare con gli standard Microsoft possono dirvi che sono selettivi al massimo. Nell'Halloween memo, Microsoft ha parlato di "Abbracciare ed estendere". Stanno lavorando duro su questo. ".NET" è un tentativo di costruire una rete di servizio proprietaria sopra a una internet aperta: in effetti si tratta di bloccare i clienti agli strati piu' alti del modello OSI a sette strati. Exchange supporta protocolli internet come SMTP e IMAP. Peró molte delle caratteristiche avanzate sono misteriosamente disponibili solo con client Microsoft. Se prendi un server Microsoft devi prendere client Microsoft. Se vuoi usare MS Project devi avere un sistema operativo MS e alla fine devi far girare metá dell'azienda su un sistema operativo MS.

Craig proclama "Computers, periferiche e servizi saranno in grado di collaborare direttamente gli uni con gli altri, e le aziende saranno in grado di offrire i propri prodotti e servizi in una maniera che favorisce l'uso del web da parte dei clienti" Chissá come mai le parole "ammesso che essi utilizzino prodotti MS" sono state lasciate indietro.
Quindi "Microsoft shared source" è un attacco fallito all'Open Source? Non è del tutto vero. In realtá è una dimostrazione di quanto MS sia lontana dal comprendere il concetto dell'Open Source. IBM forniva codice a simili condizioni negli anni 60. Il codice sorgente di VMS è stato disponibile ai clienti sotto licenza limitata fin dall'inizio. MS è alle prese con gli anni '60.
Il linguaggio che MS usa per descrivere "shared Source" manca completametne il concetto di Free Software. Per loro "shared Source" si basa sul controllo e sulla "proprietá del codice". Il Free Software si basa sul generare profitti facendo lavori che il cliente richiede e per cui è disposto a pagare. Riconosce che molto del software attuale è un prodotto di uso quotidiano e che il software proprietario, con tutte le sue esagerazioni, è in effetti un modello non sostenibile di business per prodotti di uso quotidiano.
"Shared Source" è un nome che trae in inganno. Lo sharing, la condivisione, è un processo a due vie.
Al generico produttore di fagioli in scatola non importa molto dei diritti di proprietá intellettuale. Si preoccupa invece di fornire ai clienti i prodotti che essi vogliono, e di vendere un gran numero di pezzi. Una azienda Free Software si preoccupa di fornire ció che il cliente vuole, di vendere molti servizi, e si cura della personalizzazione e dei miglioramenti al software poiché i clienti pagano per tutto questo. Questo è riconoscere che con oltre un centinaio di milioni computer nel mondo, un gran quantitá di software è assolutamente al livello dei fagioli in scatola.
L'ossessione di vendere software e controllare i clienti continua poi attraverso tutto il discorso di Craig. Egli non sembra in grado di comprendere il concetto della vendita dei servizi e della rapida realizzazione basandosi su codice aperto. Esistono da tempo aziende free software stabili. Cygnus Solutions ha colto il grande boom delle .com e ora, come parte di Red Hat continua felicemente a avanzare. E non sono gli unici. Sí, Craig, ci sono un sacco di aziende Open Source costruite su modelli .com che falliranno a causa di cattiva gestione, di finanziamenti sballati o solo per pura sfortuna. Ci sono una quantitá di aziende di software proprietario cui è accaduto e accade esattamente lo stesso. L'incompetenza non è una caratteristica delle licenze. Ogni azienda deve avere un buon modello di business e un buon management, anche i produttori di fagioli in scatola.
Craig sembra anche cosí ossesso dal "forking" (deviazioni) del codice da commettere di nuovo lo stesso errore di interpretazione. In un ambiente Free Software i clienti controllano la direzione verso cui va il software. Se nessuno vuole che vada avanti in un certo modo, nessuno pagherá perché questo avvenga. Ci sono delle "deviazioni" nell'albero di Linux, ma esistono per sistemi fortemente embedded. In questo caso i clienti intenzionalmente spingono verso una deviazione dall'albero principale per creare sistemi fortemente specializzati per applicazioni fortemente specializzate. Forse il modo migliore per rendere l'approccio di MS è "Microsoft sa cosa è meglio. Papá deciderá cosa è giusto per te". nessuno stupore che gli sviluppatori embedded stiano migrando verso sistemi Linux. Con Linux essi possono personalizzare ció che devono, cosa che fanno con molti dei piu' bizzarri sistemi embedded. Con Micrsoft devi comprare una "deviazione" preconfezionata e vivere con quella - 98, ME, NT, 2000 (tutte e tre le versioni), CE...Hanno quanto meno un discreto ventaglio di "deviazioni" dal quale scegliere.
Mi fa pena la scelta temporale per i suoi commenti sui rischi per la sicurezza e le "deviazioni" del software. Dire le cose che ha detto nello stesso giorno in cui degli hackers hanno spedito il messaggio "è ora di morire" a milioni di siti che hanno dovuto ricorrere immediatametne a mettere pezze a IIS e nello stesso giorno in cui la Linux Standard Base pubblica internamente la road-map e la tabella di marcia per la release 1.0 deve essere l'incubo del Responsabile delle Pubbliche Relazioni. Apparentemente Craig ha problemi anche nel leggere le licenze. La GPL (GNU PUBLIC LICENSE) richiede che il sorgente del software venga fornito ai clienti, non a chiunque. Richiede anche che il sorgente venga distribuito al costo, non gratuitametne. Non c'è bisogno di essere un avvocato per contraddirvi, Craig. I vostri clienti diffonderanno il software al posto vostro, generando le vostre opportunitá di business senza alcun intervento.
Nel parlare dei rischi Craig si diffonde sul rischio della perdita dei Diritti di Proprietá Intellettuale, ma trascura stranamente di interrogarsi sui molti rischi del software proprietario. Immaginate che il vostro fornitore improvvisamente tagli gli sconti per gli acquisti ingenti delle grandi aziende e che non abbia competitori. Immaginate di essere obbligati ad aggiornare il sistema operativo per aggironare il word processor.
Immaginate che il vostro rivenditore avesse avuto il potere di rifutarsi di sistemare il baco dell'anno 2000 e vi avesse richiesto di fare un aggiornamento perché a nessun altro era permesso di sistemare il problema.
Immaginate che il vostro rivenditore un giorno abbandoni improvvisamente il supporto per le vostre macchine con CPU Alpha e che non ci sia alcun fornitore alternativo. Immaginate di lavorare in un ambiente sicuro e di trovare la stringa _NSAKEY nei binari del sistema operativo senza alcuna buona spiegazione per questo.

Forse questi rischi suonano familiari a qualcuno. Mi domando il perché.

Un'area dove in parte sono d'accordo con Craig è che la GPL puó non essere sempre il modo giusto per rilasciare lavori finanziati come ricerche a beneficio di tutti. In questo caso puó essere piu' appropriata la licenza BSD. Ovviamente la GPL offre alcune interessanti opzioni: fornisce un modello per il rilascio gratuito di codice a beneficio di tutti quelli che contribuiscono al lavoro originale. Allo stesso tempo permette a un istituto di ricerca di vendere questo lavoro alle persone che non hanno intenzione di contribuire al bene comune, generando cosí finanziamenti per ulteriori investimenti in ricerca. Per alcuni questo è un modello molto interessante: condivedere e farlo liberamente, che sia sotto licenza GPL condiveidendo codice e idee o che sia in dollari dando parte del proprio denaro per la ricerca.

Adesso è condivisione.

Copyright e autorizzazione:

signori: autorizzati direttamente da Mr. Cox !!


From: Alan Cox
To: [email protected] (Paul Weinstein)
Cc: [email protected]

Fine by me